Prestiamoci, sito italiano di prestiti tra privati, ha avviato un aumento di capitale di due milioni di euro. Dietro al portale c’è Agata S.p.A., partecipata al 17,2% da Digital Magics che ha svolto il doppio ruolo di incubatore e di lead investor.


Nel progetto hanno investito sia italiani che stranieri. Tra i soggetti che hanno partecipato all’aumento di capitale ci sono: Innogest SGR, Banca Sella Holding S.p.A. e Club Italia Investimenti 2.

Prestiamoci prestito socialePrestiamoci al momento è l’unico sito di social lending autorizzato dalla Banca d’Italia ad operare come una finanziaria, senza doversi appoggiare ad altri istituti di credito.

Il prestito sociale proposto dal sito è semplice e conveniente, sia per chi presta che per chi ottiene denaro. Gli interessi sono competitivi: TAN a partire dal 3,90% e TAEG a partire da 5,40%. I prestiti sono richiedibili da dipendenti e pensionati. Tutto si effettua online, attraverso procedure facili e veloci. La risposta, per sapere se si verrà finanziati o meno arriva entro 24 ore.

Il prestito tra persone è efficiente, economico e trasparente, è anche sicuro, visto che i dati personali dei richiedenti rimangono assolutamente anonimi. Il processo di selezione, di chi verrà finanziato, è equo e si basa fondamentalmente solo sulla storia creditizia del cliente.

Detto questo era prevedibile che l’unico portale italiano autorizzato a prestare questa tipologia di servizi in modo del tutto autonomo da banche o società finanziarie, ottenesse un buon successo.

Dopo un primo round da 500 mila euro si sono resi necessari altri interventi per far decollare il progetto, che ora sta crescendo decisamente bene. Le strategie messe in atto, in meno di un anno hanno attirato nuovi investitori e al momento Prestiamoci da lavoro a una dozzina di persone, ha erogato 3 milioni di euro di prestiti e ha un fatturato di circa 70 mila euro con ottimi margini di crescita.

Negli Stati Uniti e in Inghilterra il prestito sociale (detto anche peer-to-peer o p2p) è ormai una realtà consolidata, anche altri Paesi europei iniziano ad affacciarvisi con interesse e l’Italia è considerata un ottimo mercato nel quale investire.